Marketing e cultura: i social sono davvero utili? (parte II)

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Social network Nel momento in cui decidiamo di puntare sui social media per promuovere la nostra attività culturale, dobbiamo capire che non possiamo dedicarci a tutti quelli esistenti. Nel precedente post abbiamo sottolineato che ogni social vuole il suo tempo, per cui, quando (e se) iniziamo ad operare in questo settore, dobbiamo compiere delle scelte, a meno che non si abbia davvero tanto tempo a disposizione.
La presente analisi si limita a quelli che sono gli “strumenti” social più noti (e personalmente testati). Come è giusto che sia, in un mondo sempre più alla ricerca di competenze specifiche, se avete voglia di approfondire, è giusto che vi rivolgiate ad esperti del settore.

Ultima, importante, annotazione prima di partire con l’analisi. Social media e social network non sono la stessa cosa. I social media sono tutti gli strumenti utili alla condivisione immediata, attraverso il mezzo informatico, di informazioni. I social network, invece, sono reti di persone che interagiscono tra di loro.

Per rendere più facile la distinzione tra social media e social network, partiamo proprio da questi ultimi per comprendere come essi rappresentino solo una parte (seppur molto importante) del discorso.

Facebook: alzi la mano chi non possiede un profilo sul social network più noto ed utilizzato nel mondo. È molto semplice ed intuitivo, bastano pochi clic ed immediatamente si è catapultati in un mondo nuovo. Chi decide di presentare la propria attività all’interno di questo social network in genere apre una pagina dedicata; all’interno di essa è possibile pubblicare immagini, video e comunicare eventi alla propria lista di utenti collegati.

Twitter: Il social del momento. Sembra che nessuno resista alla tentazione di “cinguettare” le proprie idee, pensieri o qualsiasi cosa gli giri per la testa. In questo caso, il valore aggiunto, oltre alla rapidità della condivisione (in dieci secondi si legge il tweet degli altri ed in altrettanti si scrive) è rappresentato dall’hashtag (ovvero il tag del tweet che si ottiene anteponendo al termine chiave il cancelletto, #) che consente di trovare, in maniera semplice ed immediata, tutti gli argomenti che maggiormente ci interessano e, conseguentemente, di seguire e farci seguire dalle persone che condividono le nostre stesse passioni.

Linkedin: una piattaforma dedicata alle persone che desiderano scambiarsi idee e pareri professionali. È divenuto uno dei punti di riferimento per chi opera in qualsiasi settore. Orientarsi è abbastanza semplice e ci sono tanti gruppi (alcuni molto interessanti, altri meno) che sono in grado di creare delle minicommunity molto attive. Il social più network che ci sia.

Google+: lasciando perdere la facile ironia di cui Google+ potrebbe essere bersaglio (resta ancora un clamoroso insuccesso), questo social, anche solo per essere prodotto google merita di essere considerato (vedremo più avanti la sua effettiva utilità). Molto simile a facebook nella struttura, sta cercando, lentamente, di trovare una sua identità e spazio in questo rutilante mondo.

Tumblr: non sono un grande utilizzatore di questo social, che possiede tuttavia due caratteristiche interessanti che si riassumono nella sua descrizione: è, infatti, una piattaforma di mircro-blogging. L’idea di base, quindi, è unire il blog con una impostazione “twitteriana” (che brutto termine ho coniato!) ed al momento è uno dei social sicuramente in ascesa. Molto utilizzato dai giovani.

Instagram: social dedicato alla fotografia che punta sulla condivisione delle immagini provenienti dai dispositivi mobili. Orientato fortemente verso le nuove tecnologie e non è un caso che sia amato da un pubblico giovane.

Adesso che abbiamo scoperto alcuni dei più famosi strumenti di interazione sociale, scopriamo in che modo utilizzarli per avere a disposizione degli ulteriori strumenti di comunicazione.

NEL PROSSIMO POST:

  1. I social network: quali usare ed in che modo farlo
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