eCommerce e prodotti culturali: connubio difficile, non impossibile

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fabio masotti contemporary art design Ho avuto il piacere di lavorare con l’artista Fabio Masotti alla preparazione ed al lancio del suo nuovo spazio web: www.fabiomasotti.it.

L’obiettivo di questo sito è duplice: da un lato intende fornire una visione a 360° dell’operato dell’artista, architetto e designer; dall’altro punta a creare un canale di vendita diretto attraverso l’eCommerce.

Qualcuno avrà iniziato a storcere il naso, sentendo parlare di eCommerce per una piccola azienda; qualcun altro avrà sentito crescere in maniera esponenziale la voglia di “provarci”, sicuro che il mondo ormai proceda in quella direzione.

Ebbene, lo spunto per realizzare questo post mi è giunto dalla divisione netta tra sostenitori e detrattori del commercio elettronico, mediando le due posizioni in base all’esperienza appena maturata e dalla convinzione che, come sempre, la virtù sta nel mezzo.

Di seguito, quindi, cercherò di mettere in evidenza i punti (di forza e debolezza) da non trascurare se si intendono veicolare i propri prodotti culturali attraverso il commercio elettronico.

Chiarezza nel presentare i rischi che si corrono
Creare un sito eCommerce è sicuramente un’impresa rischiosa, che in alcuni casi può determinare una perdita notevole dal punto di vista economico. Prima di iniziare, è dunque necessario far capire che il successo non è garantito, mentre il fallimento è sempre dietro l’angolo.

Definire i prodotti da veicolare tramite eCommerce (e stabilire se vale la pena farlo)
Quando si intende mettere in piedi un sito che preveda un servizio di eCommerce, bisogna in primo luogo comprendere quali (e quanti) prodotti vogliamo vendere e la questione assume ancora maggiore rilievo se consideriamo la peculiare natura dei prodotti culturali.
Se, ad esempio, sono un pittore che produce trenta dipinti l’anno, posso risparmiare tempo e denaro: un eCommerce non ha senso. invece, se sono un artista ed un designer che produce diverse tipologie di prodotti (come nel caso di www.fabiomasotti.it), allora posso riflettere sulla possibilità di creare un servizio online, che mi consenta di espandere la mia rete di vendita.

Pianificare, pianificare, pianificare
Una volta che abbiamo definito i prodotti da vendere, dobbiamo passare alla fase di pianificazione, definendo obiettivi e strategie, realizzando analisi di mercato interne ed esterne e, naturalmente, producendo il piano di azione. Senza questi strumenti, dovremo navigare a vista ed affonderemo al primo scoglio.
Vorrei spendere un’ulteriore parola sugli obiettivi: è chiaro che lo scopo principale è vendere; tuttavia, operando tramite web, alcuni goal minori non sono da trascurare: la visibilità del marchio / artista e l’accrescimento della reputazione online sono elementi da non sottovalutare e possono generare benefici in termini di vendite attraverso i canali tradizionali.

Il fattore critico per eccellenza: il tempo
Se all’inizio il vostro sito eCommerce non sembra produrre risultati, non scoraggiatevi; non significa necessariamente che state operando male. In questo settore, come in tutte le attività che normalmente svolgiamo, abbiamo bisogno di tempo e costanza per ottenere dei risultati. Se dopo cinque – sei mesi non abbiamo raggiunto nessuno dei nostri obiettivi (primari: di vendita; secondari: quelli che abbiamo definito nel piano di marketing), dobbiamo interrogarci sulla bontà delle nostre strategie, domandandoci se abbiamo agito in maniera efficiente ed efficace.

Il valore aggiunto di un prodotto culturale è il nostro valore aggiunto: comunicarlo è fondamentale
Proviamo a rispondere alla domanda primaria che si pone il nostro potenziale cliente nel momento in cui siamo riusciti a portarlo sulla nostra piattaforma: perché dovrei comprare questo prodotto culturale rispetto ad uno simile, disponibile in un grande magazzino?
La risposta è nel valore aggiunto che possiede ogni prodotto culturale: non possiamo sperare di essere competitivi sul prezzo (primo, grande elemento discriminante quando effettuiamo un acquisto), per cui dobbiamo essere bravi a comunicare quei valori che solo il prodotto che stiamo cercando di vendere possiede e che lo rendono unico. Se dimentichiamo anche solo per un momento questo aspetto, abbiamo intrapreso la strada per il fallimento.

E voi, avreste aggiunto qualche altro punto? E soprattutto, siete favorevoli o contrari?

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